Demo di Koha installata al Cilea

Leggo con enorme piacere che al Cilea è stata installata una demo di Koha, il software open-source per ILS e OPAC probabilmente più illustre al momento.

La notizia è stata data sul portale del Cilea – che per inciso fa parte della comunità italiana di Koha -  e si possono leggere dettagli a questa pagina.

Contestualmente, sul Bollettino del Cilea n. 114 un articolo di Zeno Tajoli e Alessandra Carassiti riassume in maniera precisa e sintetica gli aspetti più significativi del software e della sua storia.

La demo dell’OPAC è visibile a questo indirizzo: http://demokoha.cilea.it/

Sono contentissimo di questa installazione demo: avevo provato a installare Koha su un pc locale (e non sono stato l’unico) ma con esiti non pienamente soddisfacenti. Un’installazione curata come sicuramente hanno saputo fare i colleghi del Cilea offrirà una base solida su cui fare esperimenti, divertirsi un po’, fornire un punto di riferimento per chi vuole conoscere meglio questo software – boh, chissà, speriamo!

Demo di Koha installata al Cilea

2 pensieri su “Demo di Koha installata al Cilea

    1. avatar FraEnrico ha detto:

      Grazie della dritta, anche se a distanza di un anno è comunque un consiglio utilissimo. Ricordo ancora i salti mortali fatti per installare sul mio portatile i diecimila moduli perl richiesti dal sistema, e scoprire che qualcosa ancora non funzionava.

      Sui live cd continuano però a esserci dei problemi, ti racconto un aneddoto vissuto qui al master: due ex studenti, Juan e Getaneh, volevano parlarci di DSpace attraverso una dimostrazione pratica, e avevano distribuito a tutti una live con Ubuntu e Dspace preinstallati – ho ancora il cd in cartella. Il problema è che quasi nessuno in classe è riuscito ad avviare la live cd, per via dei bios sempre più bizzarri installati sui laptop moderni che impedivano di fare il boot da cd (io stesso per installare Ubuntu la prima volta ho dovuto ricorrere a wubi, ma ancora adesso ho problemi per far partire un ulteriore live). Insomma un fallimento! Con il povero Juan non abbiamo potuto che temperare la frustrazione commentando “cuius bios eius religio”.

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