Master!

E così abbiamo iniziato il Master DILL (Digital Library and Learning).

Dopo una divertente cerimonia di apertura, con tanto di musica classica e canti folk a cappella, abbiamo preso confidenza con il programma del master, le strutture del campus, e ovviamente i rispettivi compagni.

DILL4 - picture by Audrey Anday

DILL4 - picture by Audrey Anday

Dunque, un po’ di colori: siamo 18 studenti, equamente distribuiti fra uomini e donne; siamo 7 europei e 11 extra-europei, e rappresentiamo un bell’insieme di Paesi: Grecia, Filippine, Azerbaijan, Etiopia, Romania, Italia, Olanda, Norvegia, Polonia, Bangladesh, Cuba, Danimarca, Malesia, USA, Cina, Turchia e Zimbabwe. Si uniscono anche 3 studentesse Erasmus, provenienti da Spagna e Repubblica Ceca.

Un clima multiculturale a dire poco: l’inglese è la lingua franca, parlata con i buffi accenti di ciascuno. Una nota d’aspetto più generico: l’intero Oslo University College è estremamente multiculturale, e alla chiassosa cerimonia di apertura, fra un concerto jazz e uno rock, oltre alla marea di teste bionde si potevano vedere ragazze velate, gente di colore, asiatici. Più gente di quanta m’aspettassi parla italiano.

I docenti sono molto amichevoli, e ci fanno capire che l’ambiente accademico norvegese in genere è molto informale. Si fanno chiamare per nome (me li vedo i miei: “scusami, Marziano!”) e ci spiegano che non hanno orari di ricevimento, perché sono sempre presenti nei loro uffici. Lacrimuccia di ammirazione.

Sempre per sottolineare una differenza cruciale con il nostro paese, sono sbalordito e intimidito dal fatto che quasi tutti i miei compagni hanno una laurea, se non un master, in Biblioteconomia, Scienza dell’Informazione o in Computer Science. Il fatto che in tutto il mondo la preparazione accademica avanzata sia un requisito per la professione bibliotecaria mi lascia ammirato, e un po’ vergognoso per la mia situazione.

Iniziamo con una lezione introduttiva: definire il concetto di Digital Library. Niente di nuovo sul fronte settentrionale (e ritrovarmi dopo anni a seguire lezioni di sei ore mi sfianca parecchio) ma l’approccio eterogeneo con cui assistiamo è stimolante e coinvolgente; inutile dire che la partecipazione e la discussione sono caldeggiate e incoraggiate. Prossime tappe: workshop di XML e Teoria e metodi della ricerca.

…continua!

P.S.: Fun fact: scopriamo che il Dill è una spezia usata in cucina nei paesi germanici:  si tratta di una specie di anice, nome scientifico Anethum Graveolens (leggo da Wikipedia, cosa credete).

Master!

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