I cowboy fantasma colpiscono ancora

Happens all the time. But I AM the librarian.

Questa volta non sono più gli zombie a infestare il campus del MacPherson College, bensì una gang di cowboy fantasma del Kansas, che mettono a soqquadro la Graham Library del Coffeyville Community College alla ricerca di un vecchio documento.

Gli stessi autori della guida della Biblioteca dei morti viventi (Mtt Hupson e Michael Hall) hanno colpito ancora, realizzando un altro pregevole manuale introduttivo ai servizi della biblioteca a fumetti.

A fumetti! Sono solo cambiati i protagonisti: questa volta una ragazza sveglia che sceglie la biblioteca come luogo per un appuntamento con il suo ragazzo (un po’ annoiato, lo sprovveduto), un bibliotecario armato di tablet e una gang di cowboy fantasma.

Se davvero c’è bisogno di aggiungere altro, io mi arrendo.

La guida è scaricabile da qui.

I cowboy fantasma colpiscono ancora

Zombie in biblioteca

Tempo fa parlavo di fumetti, e di quanto poco questo medium straordinario sia stato sfruttato a fini educativi: mi chiedevo soprattutto se ci fosse qualche interessante esperienza dell’impiego del fumetto all’interno delle biblioteche, o della scienza dell’informazione in generale.

Ecco che giusto ieri scopro tramite Linkedin una vera perla: una guida ai servizi della Miller Library del McPherson College (Kansas).

A fumetti.

Con gli zombie!

Il divertentissimo fumetto di 15 pagine (scaricabile da questo link) riprende i temi dello zombie splatter ma anziché ambientarli nel classico ospedale li trasporta nella biblioteca del campus, nella quale due impauriti studenti si rifugiano per essere eruditi da un magro e barbuto bibliotecario (lo so, se fosse stato anche pelato la mia eccitazione sarebbe stata un tantino più incontenibile).

Il bibliotecario della Miller Library (immaginatelo pelato)

Con l’ironia tipica del genere vengono illustrati l’ordinamento delle raccolte secondo la classificazione Dewey, il ruolo degli addetti al reference, la collezione musicale (con una divertente citazione da Shaun of the Dead). Avrei gradito un po’ più di riferimenti alle collezioni digitali, ma riconosco che è più facile decapitare uno zombie con un 33 giri in vinile che con una ricerca su Metalib (sempre a proposito di morti viventi).

Al termine del fumetto sono riepilogate, in maniera appena più discorsiva ma non priva dello stesso tono divertito, informazioni più dettagliate sui servizi: il funzionamento delle collocazioni, come effettuare ricerche efficaci nel catalogo, come cercare i periodici elettronici nelle banche dati online. Notevole anche la lista di piccoli accorgimenti per valutare la qualità di una risorsa online: quel tipo di informazioni bibliografiche pratiche che secondo me sono l’essenza di ciò che deve fornire una biblioteca, così come il flowchart finale per una corretta ricerca bibliografica.

Ammirevole.

P.S.: Ringrazio Rexford Quick per questa chicca.

Zombie in biblioteca

Zot! ovvero, I supereroi dell’Informazione

Understanding Comics by Scott McCloud

Understanding Comics by Scott McCloud

Emozionato come un bambino, venerdì 9 aprile al Circolo dei Lettori assisto all’incontro con Scott McCloud in occasione di Torino Comics.

Scott McCloud è autore di Understanding Comics, un saggio straordinario, pubblicato nel 1993, sull’arte del fumetto. Storia, linguaggio, tecniche, significati: un saggio sul fumetto. A fumetti.

L’idea geniale che McCloud espone con una lucidità e una chiarezza potentissime consiste nel parlare di un linguaggio usando quello stesso linguaggio, mescolando medium e messaggio con una sinergia talmente perfetta che l’uno illumina splendidamente l’altro.

Questo straordinario esempio di divulgazione, purtroppo, sembra non essere stato sfruttato a dovere al di fuori dei libri dello stesso Scott. Sembra incredibile come in una società basata sulle immagini (e in una società delle informazioni basata sulle immagini) questo mezzo comunicativo non venga impiegato a fini culturali, educativi, didattici, informativi. A una domanda posta dalla sala, McCloud ha risposto che, a parte qualche lezione fatta da lui in accademie e scuole di disegno, non gli risulta che nelle scuole questi temi siano stati dibattuti e questi strumenti siano stati analizzati.

E nelle biblioteche? Ancora meno, a quanto ne so. Anni fa pensavo che, se avessi avuto il talento e le capacità di Scott, mi sarebbe piaciuto fare una breve storia del movimento Open Access a fumetti, ma non era che un sogno. Non mi risulta che nel mondo bibliotecario ci siano esperienze del genere (ma vi prego: smentitemi, seppellitemi di esempi). Mi piacerebbe anche solo leggere una striscia quotidiana sui bibliotecari nello stile di, cheneso, PhD.

chrome

The Google Chrome comic

Per quanto riguarda il mondo dell’Information Science, tuttavia, esiste una celebre eccezione: Google Chrome. Vi ricordate l’uscita del browser di Google? Fu accompagnata da un documento illustrativo: non una brochure, non un volantino, non un manualetto, bensì proprio un fumetto di Scott McCloud.  Questo è una prova del perché Google sia leader incontrastato del mondo dell’informazione: a Google di Scienza dell’Informazione ne sanno qualcosa, e hanno capito il potenziale di questo approccio visivo, lineare e metalinguistico. Il fumetto di McCloud è ancora visibile dal sito di Chrome.

In rete si trova un altro esempio altrettanto bello: un video di Michael Wesch della Kansas State University. Non si tratta di un fumetto, ma vi trovo molte analogie con il lavoro di Scott McCloud: utilizzando appunti, cataloghi e schermate web, grazie a un uso molto intelligente dei mezzi (e con acuta consapevolezza metalinguistica), si espone con grande effetto l’evoluzione (rivoluzione) della comunicazione digitale.
Godetevelo:

P.S.: ringrazio per la scoperta del video Bonaria Biancu.

Zot! ovvero, I supereroi dell’Informazione