Sfumature di grigio

50 shades of Sasha Grey

50 shades of Sasha Grey

Non è che volessi a tutti i costi dire la mia sul fenomeno letterario-editoriale-dicostume dell’estate, ma visto che altri lo hanno fatto voglio approfittarne.

Voglio approfittare del fenomeno 50 shades of grey per piantare il mio chiodo sulla bara dell’equazione libri = cultura.

Che cos’è 50 shades of grey? Una stronzata! diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. 50 shades of grey è un libro.

Non l’ho (ancora) letto. Ma dai passi condivisi online, e dai commenti, si capisce che è scritto male, senza capo né coda, risibile sotto ogni punto di vista. È risibile nei confronti della letteratura di svago, nei confronti della letteratura di costume, nei confronti della letteratura erotica, nei confronti della pornografia.

Ma visto che esiste – è lì – le biblioteche lo comprano per darlo a disposizione della comunità. E fanno bene. Magari lo fanno nonostante abbiano escluso dalle collezioni Manara o Kawabata, ma non è di questo che voglio parlare. Il fatto è che nelle biblioteche c’è anche questo libro. E quando si dice che le biblioteche conservano la cultura, e vanno promosse e difese perché i libri sono sacri e leggere è molto importante, bisognerebbe ricordare che anche questo è un libro.

Ma di nuovo, non è nemmeno questo il punto. Il punto è che per leggere questa roba qua non c’è bisogno di un libro. C’è già tutto su internet. Questo genere di letteratura è già presente online in migliaia di forme e varianti, scritta da 50mila autori anonimi e non, gratuita, in continua crescita, in mille sottogeneri e mille stili diversi. E in genere è scritta meglio. E comunque è gratis. E più divertente, perché non ha pretese “di costume”.

50 shades of grey è un libro che arriva molto tardi in un mondo – chiamiamolo “narrativa erotica amatoriale” – che se l’è cavata sempre benissimo senza bisogno di libri, grazie mille. È la dimostrazione che l’online in molti campi ha già superato l’editoria cartacea con un giro di distacco. È una banale operazione commerciale che in un minuto fa cadere per terra tutti gli stupidi poster READ dalle pareti delle biblioteche pubbliche di tutto il mondo.

 

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